UNIME nella rete di LIL-ECHOES, progetto europeo da 3.5 milioni di euro

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L’Università di Messina è partner del progetto Living Cultural Labs: Empowering Communities through Intercultural Encounters in Virtual Worlds (LIL-ECHOES), finanziato come Research and Innovation Action (RIA) nell’ambito del programma Horizon Europe 2021–2027, Pilastro II, Cluster 2 “Culture, Creativity and Inclusive Society”, con circa 3,5 milioni di euro. Per l’ateneo messinese si tratta del primo progetto umanistico finanziato nell’ambito del macro-obiettivo del programma Horizon “Patrimonio Culturale e Industrie Culturali e Creative” . 

Coordinato dalla Newcastle University, è il frutto della collaborazione di un consorzio di 16 partner provenienti da otto paesi europei: università, istituzioni culturali, organizzazioni della società civile e soggetti specializzati nelle tecnologie digitali.

L’Università di Messina aderisce alla rete scientifica e industriale con un’unità di ricerca incardinata nel Dipartimento di Civiltà antiche e moderne (DICAM), coordinata dalla prof.ssa Maria Grazia Sindoni, ordinaria di Linguistica inglese e traduzione. Dell’unità fanno parte il prof. Fabio Ruggiano, associato di Linguistica italiana, e la prof.ssa Milena Meo, ordinaria di Sociologia dei fenomeni politici presso il Dipartimento di Scienze Cognitive, Psicologiche, Pedagogiche e Studi Culturali (COSPECS). Il gruppo, che riunisce competenze multidisciplinari nell’ambito della linguistica, dell’analisi multimodale dei testi e della sociologia, prevede un ampliamento attraverso l’attivazione di un contratto di ricerca e ulteriori collaborazioni con esperte ed esperti del territorio. 

Il progetto ha l’obiettivo di studiare in che modo la realtà estesa (Extended Reality, XR) e l’intelligenza artificiale contribuiscano alla virtualizzazione della vita culturale, trasformando la comunicazione umana, le identità, i legami comunitari, il benessere, la coesione sociale e i processi di rinnovamento del patrimonio culturale.

I Living Cultural Labs, cuore operativo del progetto, saranno attivati in Italia, Germania, Grecia e Regno Unito e saranno ospitati in musei, biblioteche e centri culturali. Nei lab, migranti, persone anziane e giovani adulti contribuiranno alla progettazione e alla sperimentazione di esperienze immersive, condividendo storie, pratiche e conoscenze legate ai propri percorsi culturali, plurilinguistici e di mobilità. L’osservazione nel tempo di questi incontri interculturali consentirà di analizzare come l’uso delle tecnologie si intrecci con le forme di comunicazione, le relazioni sociali e le strategie con cui le persone costruiscono e negoziano il proprio senso di appartenenza.

All’interno di LIL-ECHOES, l’unità di UNIME è responsabile del Work Package 4, finalizzato a definire le modalità operative dei laboratori, con particolare attenzione agli scambi plurilingui, alla partecipazione, all’inclusione e agli aspetti etici della ricerca. Il coinvolgimento della comunità locale nella realizzazione delle attività sarà curato dalla Fondazione Horcynus Orca, partner culturale del progetto. 

Le attività, avviate il 1° settembre 2026, si svilupperanno nell’arco di quattro anni, fino al 31 agosto 2030.

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Per ulteriori informazioni: lil-echoes.eu