Presentato all’Università degli Studi della Basilicata il “XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e Occupazione”, dedicato ai Percorsi di laurea e agli Esiti occupazionali della laurea. Laureate e laureati esprimono un’ampia soddisfazione per il percorso di studi universitario e trovano velocemente collocazione nel mercato del lavoro con tassi di occupazione in crescita. Pur permanendo il disallineamento tra competenze acquisite e lavoro svolto, cresce la loro consapevolezza rispetto al proprio futuro lavorativo: fiduciosi nelle competenze acquisite, comprese quelle trasversali, si dichiarano sempre meno disposti ad accettare lavori sottopagati o non coerenti con gli studi e attribuiscono un peso crescente alla qualità del lavoro e all’equilibrio tra vita e lavoro. «Non sono più solo carriera e guadagno a contare: hanno acquisito rilevanza sempre maggiore aspetti […] come il tempo libero, la flessibilità dell’orario di lavoro, la qualità delle relazioni con i colleghi, l’essere partecipi di processi lavorativi che generano utilità sociale. Oggi l’incontro fra domanda e offerta di lavoro non è un incrocio fra due quantità ma fra due insiemi di qualità », ha osservato la Direttrice di AlmaLaurea, Marina Timoteo.
I risultati del Rapporto Almalaurea 2026 sono stati resi noti oggi, 11 giugno, nel corso del Convegno “Efficacia della formazione universitaria”, organizzato insieme all'Università degli Studi della Basilicata e al Ministero dell'Università e della Ricerca.
In particolare, il Rapporto AlmaLaurea 2026 sul profilo e sulla condizione occupazione dei laureti dell’Università di Messina è stato condotto su un campione di 3.848 persone (lo scorso anno erano state 3.526).
Profilo dei laureati
I laureati nel 2025 dell'Università di Messina coinvolti nel XXVII Rapporto sul Profilo dei laureati sono suddivisi in: 2.321 di primo livello, 1.013 magistrali biennali e 514 a ciclo unico.
La quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 6,2%: il 5,2% tra i triennali e il 9,2% tra i magistrali biennali.
Il 17,3% dei laureati proviene da fuori regione; in particolare è il 15,7% tra i triennali e il 19,9% tra i magistrali biennali.
È in possesso di un diploma di tipo liceale (classico, scientifico, linguistico, …) il 73,8% dei laureati: è il 71,5% per il primo livello e il 71% per i magistrali biennali. Possiede un diploma tecnico il 17,8% dei laureati: è il 20,7% per il primo livello e il 17,7% per i magistrali biennali. La restante quota dei laureati possiede un diploma professionale o estero.
L’età media alla laurea è 26,4 anni per il complesso dei laureati, nello specifico di 25,0 anni per i laureati di primo livello e di 29,3 anni per i magistrali biennali. Un dato su cui incide il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore.
Il 53 % dei laureati termina l’università in corso: in particolare è il 49,7% tra i triennali e il 65,5% tra i magistrali biennali.
Il voto medio di laurea è 105,8 su 110: 104,4 per i laureati di primo livello e 108,3 per i magistrali biennali.
Condizione occupazionale
I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati di primo e di secondo livello usciti nel 2024 e intervistati a un anno dal conseguimento del titolo e su quelle dei laureati di secondo livello usciti nel 2020 e intervistati dopo cinque anni.
LAVORO, I LAUREATI TRIENNALI A UN ANNO DALLA LAUREA
Il campione coinvolto ad un anno dal conseguimento del titolo triennale è di 2.033 unità. Il tasso di occupazione (si considerano occupati tutti coloro che sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è del 76%.
Il 77,2% degli occupati considera il titolo molto efficace o efficace per il lavoro svolto. Più nel dettaglio, il 68,8% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.
LAVORO, I LAUREATI DI SECONDO LIVELLO A UNO E CINQUE ANNI DALLA LAUREA
I laureati di secondo livello del 2024 contattati dopo un anno dal titolo sono 1.419 (di cui 951 magistrali biennali e 468 magistrali a ciclo unico), quelli del 2020 contattati a cinque anni sono 1.566 (di cui 890 magistrali biennali e 676 magistrali a ciclo unico).
A un anno
Tra i laureati di secondo livello del 2024 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati quanti sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è pari al 69,7% (66,4% tra i magistrali biennali e 77,4% tra i magistrali a ciclo unico). La retribuzione è in media di 1.423 euro mensili netti (1.355 euro per i magistrali biennali e 1560 euro per i magistrali a ciclo unico).
A cinque anni
Il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello del 2020, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari all’89,9% (86,6% per i magistrali biennali e 93,7% per i magistrali a ciclo unico). Le retribuzioni arrivano in media a 1803 euro mensili netti (1.622 per i magistrali biennali e 1.996 per i magistrali a ciclo unico).
L’85,9% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro svolto (è il 78,8% tra i magistrali biennali e il 93,2% tra i magistrali a ciclo unico); il 74,9% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università (67,4% tra i magistrali biennali e 82,8% tra i magistrali a ciclo unico).
Il 39,7% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 56,2% nel pubblico; il 2,5% lavora nel non-profit. L’ambito dei servizi assorbe il 93,3%, mentre l’industria accoglie il 5,2% degli occupati; 0,9% la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.