Pubblicata sul «Journal of Voice» una ricerca in collaborazione con Unime che rilegge il declino vocale di Maria Callas alla luce della dermatomiosite

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Per oltre mezzo secolo il progressivo declino vocale di Maria Callas è stato attribuito a molteplici fattori: stress emotivo, drastico dimagrimento, eccessivo utilizzo della voce, problemi psicologici o effetti collaterali farmacologici.

Lo studio Hoarseness and Dermatomyositis: Insights from the Historical Case of Maria Callas effettuato da un gruppo di ricerca dell'Università di Padova e a cui ha preso parte anche il prof. Domenico Restivo del Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale di Unime, propone oggi un'interpretazione clinica diversa del caso della celebre soprano.

Secondo gli autori, una possibile spiegazione del declino vocale della Callas potrebbe essere la dermatomiosite, una rara malattia autoimmune che colpisce muscoli e cute e che, in alcuni casi, può interessare anche la laringe e la muscolatura respiratoria coinvolta nella produzione della voce.

Oltre all'interesse storico e culturale legato alla figura di Maria Callas, il lavoro richiama l'attenzione degli specialisti sul fatto che la disfonia persistente può rappresentare una manifestazione precoce di malattie autoimmuni sistemiche.

«Il messaggio clinico più importante - sottolineano gli autori -, è che una raucedine persistente o atipica non dovrebbe mai essere sottovalutata. In alcuni casi può rappresentare il primo segnale di una malattia sistemica e richiedere una valutazione multidisciplinare che coinvolga otorinolaringoiatri, foniatri, neurologi e reumatologi.»
 

Link allo studio:

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0892199726002389