L’Università di Messina segna un primato nazionale nell'ambito della ricerca applicata e della difesa del litorale. Nell’ambito del Progetto SANDLAND, coordinato, in UNIME, dal Prof. Giovanni Randazzo e finanziato dal programma europeo Interreg Italia-Malta, il Dipartimento MIFT dell'Ateneo peloritano ha acquistato uno scanner laser dalla tecnologia fortemente innovativa. Si tratta della prima università nel Paese a dotarsi di questo strumento ad alta precisione che permette di realizzare, con un unico volo, sia la topografia della spiaggia emersa sia la batimetria di quella sommersa.
La scorsa settimana, nello specchio d’acqua di fronte alla caratteristica beach rock di Torre Faro, si sono svolte con successo le attività di collaudo del Sistema LiDAR Batimetrico YellowScan®️ Navigator, guidato con l’assistenza specialistica di GEOLOGIS srl, spin-off di UNIME.
Particolarmente rilevante è la capacità dello strumento di restituire in un’unica operazione sia la misura della profondità sia le strutture presenti nel fondale, definendo il loro esatto rapporto con il fondo.
L'apparecchio consente in sintesi di effettuare batimetrie di precisione in contemporanea alla topografia dell'entroterra, apprezzare in dettaglio l'interfaccia terra-mare sia essa naturale o artificiale (come barriere, pennelli, moli e dighe) e rilevare forme e volumi di ammassi rocciosi e matte di Posidonia.
Nell’ambito del progetto SANDLAND verrà realizzata, almeno due volte, la batimetria della Baia di Giardini, dove il partner DICAR di UNICT sta posizionando un ondametro di profondità. Questo permetterà di avviare un processo di conoscenza dell’area che permetterà di suggerire un nuovo paradigma di approccio alla difesa costiera basato sulla gestione delle spiagge emersa e sommersa invece di proteggere la linea di riva con strutture rigide antiestetiche, poco risolutive e pericolose per la balneazione.