Le Vie dei Tesori 2026, UniMe mette in mostra tre luoghi ricchi di storia e tradizione

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L'Università di Messina, anche quest'anno, aderisce al Festival “Le Vie dei Tesori”, manifestazione nata nel 2006 a Palermo e divenuta uno dei principali eventi italiani dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale.  La Città dello Stretto sarà protagonista per il decimo anno, nei tre weekend compresi tra il 19 settembre ed il 4 ottobre. In tutto, saranno 24 i luoghi messinesi da riscoprire, tra passeggiate naturalistiche ed urbane, visite museali, degustazioni, laboratori e riaperture di edifici a lungo celati. L'Ateneo peloritano metterà in mostra il Museo delle Ceramiche Zipelli, Villa Pace e gli stabilimenti dell'antica Industria De Pasquale.

Il Museo delle Ceramiche Zipelli conserva numerosi reperti che narrano storia cittadina e siciliana, compresi vasi, piatti, anfore provenienti soprattutto da Caltagirone e opere di varie maestranze. Nell’antiquarium dell’Università, in un allestimento curato da storici dell’arte, c'è la preziosa collezione di maioliche siciliane e spagnole, circa 170 pezzi appartenuti all’ingegnere e appassionato studioso Cesare Zipelli che nel 2008 volle donarli all’Ateneo ad integrazione di un primo nucleo di ceramiche già cedute in precedenza. La collezione universitaria racchiude anche alcuni resti architettonici del XVII secolo provenienti dal Collegio dei gesuiti, sede barocca del primo “Studium” messinese, e opere di pittori locali compresi tra il Settecento e l'Ottocento, tra cui una gouache del XVIII che raffigura il castello di Rocca Guelfonia.

Il vasto complesso di Villa Pace dell'Ateneo, che diventerà una delle sedi del Progetto MIRA sull'arte contemporanea targato Ministero della Cultura, in passato ospitò importanti personaggi legati alla storia sociopolitica della città, tra loro anche il Kaiser Guglielmo II di Prussia. È un insieme di palazzine eterogenee in stile eclettico, fatte costruire da Robert Sanderson nel 1877 (come dimora personale). La Villa fu poi acquistata dalla famiglia Bosurgi, tra le più ricche di Messina, attiva a livello internazionale nel campo dell’industria di trasformazione agrumaria.

L'Università di Messina apre per la prima volta, proprio in occasione del Festival, l'antica Industria De Pasquale, preziosa testimonianza dell'archeologia industriale messinese. Nello stabilimento del 1912, in stile liberty e neorinascimentale, agrumi e gelsomini venivano trasformati in essenze e olii essenziali destinati anche ai mercati internazionali. Acquisito dall'Ateneo, il complesso ospitò i primi laboratori del CNR-ITAE (Istituto di Tecnologie avanzate per l’Energia) che, oggi, hanno sede in un moderno edificio a poca distanza. 

I luoghi universitari potranno essere visitati nei giorni suindicati, dalle ore 10 fino alle 17.