Si è conclusa con grande partecipazione e risultati estremamente positivi la X edizione del torneo “Un Calcio al razzismo”, iniziativa promossa nell’ambito delle attività di sensibilizzazione contro le discriminazioni razziali e dei progetti di terza missione dell’Università di Messina. La manifestazione ha trovato il suo momento conclusivo dopo il convegno “Dieci anni di impegno: sport, inclusione e contrasto alle discriminazioni”, svoltosi lo scorso 5 maggio nell’Aula Magna del Palazzo del Rettorato.
L’edizione 2026 del torneo, disputata nelle giornate del 26 e 27 maggio, ha rappresentato ancora una volta una concreta testimonianza dell’impegno dell’Università di Messina nella promozione dei valori dell’inclusione, della pari dignità e della convivenza civile attraverso lo sport. L’Ateneo peloritano, grazie alla collaborazione tra il Comitato Unico di Garanzia (CUG) e la SSD UniMe, ha confermato il proprio ruolo di istituzione attenta alle tematiche sociali e protagonista attiva nella diffusione di una cultura fondata sul rispetto reciproco e sull’abbattimento di ogni forma di discriminazione.
L’iniziativa, realizzata con il supporto di numerosi partner istituzionali e associazioni del territorio, ha evidenziato come il calcio possa trasformarsi in uno straordinario strumento di integrazione, dialogo e partecipazione collettiva. Oltre 300 persone tra atleti, studenti, tifosi e spettatori hanno preso parte all’evento, contribuendo a creare un clima di autentica condivisione e scambio culturale.
Le squadre partecipanti — Casa Noemi, Real Amal, M.A.T. United, AS United, CAS king, CUS FC, No cardio F.C., Sport e Salute United, Purosangue, Fc Sibil — espressione di realtà differenti, composte da studenti universitari, giovani di varie nazionalità e rappresentanti del mondo associativo e del volontariato, hanno dato vita non soltanto a un torneo competitivo e coinvolgente, ma soprattutto a un’importante esperienza di inclusione sociale.
A conquistare il podio sono state:
Sport e Salute United
Real Amal
Fc Sibil
Il successo dell’iniziativa è andato ben oltre l’aspetto sportivo, affermandosi come un forte messaggio sociale contro il razzismo e ogni forma di esclusione. Attraverso questo progetto, l’Università di Messina ha ribadito con forza la centralità dello sport quale strumento educativo e veicolo di crescita civile, capace di favorire il dialogo tra culture differenti e di promuovere una comunità sempre più aperta, solidale e inclusiva.
Come sottolineato dal prof. Carlo Giannetto, ideatore dell’iniziativa, “questo torneo è un messaggio chiaro: il calcio, come qualsiasi altra forma di sport, deve essere un luogo dove l'inclusione e il rispetto sono alla base di ogni gioco. In questa edizione, lo spirito di integrazione e di accoglienza è stato più forte che mai”.
Fondamentale il contributo della rete di partner che ha sostenuto la manifestazione: il Coni, l’AIA sezione Messina, la Croce Rossa sezione di Messina, l’Us Acli, l’ACR Messina, l’Associazione Bios, l’Associazione Panathlon Club di Messina, l’Associazione Alumnime, il Centro Multidisciplinare per l’Insegnamento e l’Apprendimento (Ce.Mu.I.A.) e l’Ansmes. Una collaborazione ampia e partecipata che ha rafforzato il valore educativo e sociale dell’evento.
La presenza di realtà come Casa Noemi, Real Amal, M.A.T. United, AS United e CAS king ha rappresentato un esempio concreto di come lo sport possa abbattere barriere culturali e sociali, costruendo occasioni di incontro e appartenenza. L’entusiasmo dimostrato dai partecipanti e dal pubblico ha confermato l’importanza di iniziative di questo tipo nel promuovere la sensibilizzazione sui temi della giustizia sociale, dell’accoglienza e del rispetto delle differenze.
Alla cerimonia inaugurale e alla premiazione hanno preso parte, tra gli altri, il prof. Carlo Giannetto, dell’Università di Messina, la dott.ssa Erminia La Camera del CUG, l’avv.ta Alessandra Crinò della SSD UniMe, il dott. Santino Morabito Presidente della sezione AIA di Messina, la dott.ssa Emilia Ammirato, componente del direttivo dell’US Acli di Messina, l’avv.ta Maria Adelaide Merendino, Presidente dell’Associazione Tutrici e Tutori Volontari MSNA Messina e il prof. Ludovico Magaudda, Vice Governatore dell’Area 9 Sicilia del Panathlon International.
Particolarmente significativa anche la testimonianza del Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, che ha evidenziato come lo sport debba essere il primo strumento per curare la piaga del razzismo, sottolineando il valore di iniziative come “Un Calcio al razzismo” e l’importanza del ruolo svolto dall’Università di Messina nella diffusione di una cultura dell’inclusione e della solidarietà.
L’appuntamento è già fissato al prossimo anno per una nuova edizione di un evento che, anno dopo anno, continua a crescere e a consolidarsi come simbolo di partecipazione, integrazione e dialogo tra persone, culture e valori differenti.