Rivolto agli studenti Unime e promosso dal CUG dell’Ateneo in collaborazione con Arcigay Messina Makwan, con il patrocinio di Posto Occupato, si è tenuto in Aula Magna il primo incontro del percorso formativo “Comprendere la violenza di genere nell’era digitale” sul tema “Adolescenza, identità e fragilità maschile”.
Dopo i saluti della Rettrice prof.ssa Giovanna Spatari, della Presidentessa del Cug, prof.ssa Vittoria Calabrò e del Presidente di Arcigay Messina, Rosario Duca, sono intervenute le professoresse UniMe Gabriella Di Rosa e Melania Mento; subito dopo si è svolto il laboratorio psicologico “Cosa significa oggi essere un adolescente”, condotto dalle dottoresse Maria Catena Silvestri, Kati Mihaela Corsaro e Rosy Sturniolo, psicologhe di Arcigay, e dalle avvocate Annamaria Mormino e Valentina Mormino.
I prossimi due incontri, si svolgeranno nell’Aula Magna del Rettorato nelle giornate del 20 ottobre e del 4 novembre 2026, dalle 15.30 alle 17.30. Per ciascun incontro è previsto il riconoscimento di 0,25 CFU.
Incentrato sui temi del contrasto alla violenza di genere, il percorso formativo si prefigge di promuovere conoscenza, consapevolezza e strumenti di prevenzione, prestando particolare attenzione alle trasformazioni culturali e relazionali connesse all’ambiente digitale.
Al centro degli incontri, alcuni fenomeni di forte attualità sociale: la costruzione dell’identità e le fragilità maschili in adolescenza, il fenomeno degli incel e della manosfera, i processi di radicalizzazione, il peso del linguaggio nelle dinamiche relazionali e la costruzione di relazioni sane.
Il secondo appuntamento sarà dedicato a “Incel e manosfera: dalla frustrazione alla radicalizzazione”, con la professoressa UniMe Milena Meo e la giornalista Beatrice Petrella, vincitrice del Premio Morrione per il giornalismo investigativo con il suo podcast “Oltre”, un viaggio sotto copertura nel mondo delle comunità incel (celibi involontari che nutrono odio verso le donne).
Seguirà il laboratorio psicologico “Manosfera: tra celibato involontario, narrazione e cultura d’appartenenza”, nuovamente affidato alle dottoresse Silvestri, Corsaro e Sturniolo e alle avvocate Mormino.
Il ciclo si concluderà con “Violenza, linguaggio e prevenzione: costruire relazioni sane”, a cura delle professoresse UniMe Francesca Liga e Gabriella Martino, cui farà seguito il laboratorio psicologico “Le parole tagliano più di un coltello”.
La scelta di affiancare momenti di approfondimento scientifico e attività laboratoriali risponde alla volontà di costruire un percorso capace non soltanto di informare, ma anche di coinvolgere attivamente studentesse e studenti, stimolando capacità critica e consapevolezza rispetto a fenomeni che possono svilupparsi e amplificarsi anche negli spazi digitali.
Particolarmente significativa è la rete di competenze e collaborazioni che sostiene l’iniziativa: il contributo delle professionalità presenti nell’Ateneo si integra con l’esperienza dell’associazionismo e con il lavoro svolto sul territorio. Una sinergia che conferma il valore sociale della collaborazione tra Università e realtà impegnate nella promozione dei diritti, dell’inclusione e di una cultura fondata sul rispetto delle differenze.
Il progetto si colloca pienamente nell’ambito delle finalità istituzionali del Comitato Unico di Garanzia, impegnato nella promozione delle pari opportunità, del benessere e del contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza, e testimonia l’attenzione che l’Università di Messina dedica alla formazione delle nuove generazioni anche sui temi della responsabilità sociale, della qualità delle relazioni e della prevenzione della violenza di genere.
L'iniziativa è realizzata con il patrocinio di Posto Occupato.