Sono stati presentati a San Diego, nel corso di un congresso internazionale, i risultati dello studio DESC-HBR, che rappresenta il primo studio clinico randomizzato multicentrico ideato e coordinato dal Policlinico di Messina grazie a un finanziamento del Ministero della Salute di 348.886 euro. Il progetto è nato e si è sviluppato grazie alla collaborazione tra il prof. Francesco Costa (PI e Responsabile scientifico del Progetto) e il prof. Giampiero Vizzari (Co-PI del progetto), il prof. Antonio Micari (Direttore dell’Emodinamica), il prof. Gianluca Di Bella (Direttore della Cardiologia del Policlinico di Messina), e i ricercatori di altri 5 centri italiani che hanno collaborato nel progetto, tra cui l’Ospedale Niguarda di Milano, il Policlinico di Genova, Ospedale Mauriziano di Torino, GVM Cotignola e l’Ospedale di Rivoli. La ricerca ha affrontato un problema rilevante per i pazienti più fragili: personalizzare la terapia antiaggregante dopo un infarto, cercando il migliore equilibrio tra protezione da nuovi eventi cardiovascolari e rischio di sanguinamento. Lo studio ha coinvolto 120 pazienti ad alto rischio emorragico in sei centri italiani, trattati con angioplastica dopo una sindrome coronarica acuta, come l’infarto. A un mese dall’evento, i partecipanti sono stati assegnati casualmente a quattro strategie: tre modalità di riduzione dell’intensità della terapia e la prosecuzione del trattamento a dose piena. I risultati hanno mostrato che il passaggio a clopidogrel e la riduzione della dose di prasugrel hanno aumentato la quota di pazienti, 15,6% contro 36,7% con la terapia a dose piena, con una risposta delle piastrine nell’intervallo definito ottimale dallo studio. Questo risultato clinico è esplorativo, ma rappresenta un importante contributo scientifico nella ricerca di trattamenti sempre più mirati e personalizzati nell’ambito dell’infarto. La presentazione al TCT, uno dei congressi di cardiologia più importanti al mondo, valorizza il ruolo centrale della cardiologia universitaria di Messina nell’ambito della ricerca scientifica e dell’innovazione in cardiologia interventistica.
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