Un seminario sulle "Nuove mafie” a conclusione del corso di Diritto penale 2

L’incontro, organizzato per la conclusione del corso di Diritto penale 2 della prof.ssa Maria Teresa Collica,  é stato aperto dai saluti del direttore di dipartimento Francesco Astone, che ha ricordato come il fenomeno mafioso assuma un interesse multidisciplinare. Nella lotta alle mafie, pertanto, grande importanza hanno anche le misure che il legislatore ha predisposto in questi anni nel settore del diritto amministrativo , dalle interdittive antimafia alle misure preventive, fino a quelle in materia di anticorruzione.
Subito dopo è intervenutala prof.ssa Collica, che ha messo in evidenza il legame tra la definizione di associazione di tipo mafioso, contenuta nell'articolo 416 bis c.p., e la dimensione sociologica che il fenomeno assumeva negli anni in cui la fattispecie è stata prevista. Il metodo mafioso delle mafie classiche fa infatti leva sulla forza di intimidazione, che produce di per sé assoggettamento ed omertà .
Occorre chiedersi, però, se quel metodo sia ancora attuale, dato che le organizzazioni mafiose fanno sempre meno ricorso alla violenza, riuscendo a raggiungere i loro obiettivi attraverso forme di corruzione sistemica.
Proprio su questi aspetti ha incentrato il suo intervento il sostituito procuratore della Procura di Messina, Rosanna Casabona. La relatrice ha tracciato un quadro completo delle mafie che si sono agguunte via via a quelle tipiche dei territori del meridiome. Dapprima con un'analisi delle mafie al Nord, territorio che numerose operazioni giudiziarie hanno ormai dimostrato non essere esente dal fenomeno, e poi con riferimento alle mafie etniche. L'ultima parte dell'incontro è stata dedicata alle mafie autoctone, operanti cioè senza un collegamento con le organizzazioni tradizionali e in particolare alla nota vicenda giudiziaria di Mafia capitale.
 

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