Convegno BESS e GNRAC, 3-5 Giugno 2019

Dal 3 al 5 giugno Ragusa Ibla, con l’incantevole scenario offerto dal Comune di Ragusa, mettendo a disposizione la splendida sala di San Vincenzo Ferreri, sarà la capitale mediterranea delle spiagge. Nell’ambito del Programma Italia – Malta, il Progetto BESS (Pocket Beach Management & Remote Surveillance System) organizza un seminario per illustrare lo stato di conoscenza raggiunto, a livello nazionale e transfrontaliero, sulle Pocket Beaches: le mini-micro spiagge come quelle incastonate nella baia di Isola Bella o sotto la falesia di Scala dei Turchi o sotto il santuario della Madonna Nera del Tindari.

Il Dipartimento di Scienze Matematiche e Informatiche, Scienze Fisiche e della Terra (MIFT) dell’Università degli Studi di Messina, come capofila (Coordinatore Scientifico Prof. Giovanni Randazzo), ha dato vita a un progetto di monitoraggio di questi ambienti da consegnare, sotto forma di WEBGIS, alle amministrazioni competenti, insieme alle Università di Palermo e Malta, all’Istituto Nazionale di Vulcanologia e Geofisica nonché al Ministero di Gozo.

Le Pocket Beaches, letteralmente spiagge tascabili, sono ambienti dinamici protetti dai promontori che le delimitano, limitando al massimo gli effetti diretti delle onde e degli apporti di sedimenti da litorali limitrofi.
Per questa ragione ogni variazione, registrata all’interno di uno di questi piccoli termometri ambientali non è legata solo ad azioni antropiche, ma soprattutto all’effetto di una reazione, innescata da una causa “naturale”, remota e forse globale. Di fatto le variazioni che si registrano all’interno della pocket beaches sono attribuibili a variazioni in termini di intensità o direzione dei venti o di precipitazioni e quindi di apporti solidi legati, collegate, in modo più o meno dirette, ai cambiamenti climatici che a livello globale hanno già manifestato segnali piuttosto evidenti. Il deposito di una pocket beach si è sedimentato per ragioni generalmente puntuali ed eccezionali, per esempio una mareggiata eccezionale, un’alluvione o anche uno tsunami; quindi il fatto stesso che dei nuovi processi incidano su questi sistemi, stabili nel corso degli ultimi secoli, rappresenta un allarme che amministratori, tecnici e stakeholders dovrebbero tenere in conto.

Il Progetto BESS mira proprio al monitoraggio di questi sistemi, utilizzando le più moderne tecniche di rilevamento, da droni equipaggiati con diversi sensori, alle immagini gestite in rete da remoto oppure alle foto satellitari che hanno raggiunto elevati livelli di precisione.
La parziale o totale scomparsa della Posidonia Oceanica, la variazione nella forma e nella dimensione delle spiagge sotto l’effetto di processi meteomarini più o meno eccezionali, fino allo spiaggiamento, perfettamente allineato, di rifiuti di diverse dimensioni, dalle microplastiche alle bottiglie di detersivo, sono tutti sintomi di processi che stanno cambiando sotto i nostri occhi senza avere la capacità di porvi rimedio prima che tutto questo sia un lontano ricordo per le future generazioni.

Il Progetto BESS dell’Interreg Italia – Malta insieme al Gruppo Nazionale di Ricerca Ambienti Costieri (GNRAC), all’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia (ORGS) e all’Ordine Provinciale degli Ingegneri di Ragusa, con il patrocinio del Comune di Ragusa, dell’AIGEO, della SIGEA e dell’OICE ha dato appuntamento ai ricercatori di Italia e Malta per parlare di un ambiente tanto piccolo e bello, quanto importante non solo dal punto di vista scientifico e naturale ma anche da quello economico e turistico.

Le Pocket Beaches di Sicilia e Malta rappresentano le tappe di un itinerario di viaggio che si snoda tra ambienti di grande pregio, in uno scenario geodiverso e interconnesso con le altre valenze, come quelle archeologiche, culturali e storiche, di cui le due isole sono praticamente ridondanti. Proprio per dar senso a questo significato intraculturale delle mini spiagge, al termine del seminario si farà un breve tour tra “Le spiagge del Commissario” non potendo esimerci, considerata la location, di essere “ruffiani” con la più sana e recente delle icone che attualmente rappresentano il nostro territorio, portando i partecipanti a visitare le diverse spiagge di

Montalbano dalla Mannara, al lungomare lungo cui passeggia o alla spiaggia dove lo si vede iniziare le diverse puntate nuotando. 

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