Prospettive

La laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza è l’unica che dà accesso alle professioni legali tradizionali (magistratura, avvocatura, notariato) ed a quelle di nuova generazione.
Essa è inoltre fortemente richiesta anche per i concorsi nella pubblica amministrazione, nelle Forze armate e nei Corpi dello Stato, per la carriera diplomatica e prefettizia, per l’impiego nelle Istituzioni nazionali ed estere, nei ruoli dirigenziali dell’impresa, nei contesti Internazionali e dell’Unione europea. Consente di partecipare anche ai concorsi per l’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche.

Sbocchi professionali

La laurea magistrale in Giurisprudenza dà accesso a numerosi sbocchi professionali per l'esercizio di funzioni caratterizzate da elevati livelli di competenza e di responsabilità. Oltre alle professioni tradizionali di avvocato, notaio e magistrato, offre la possibilità di partecipare a gran parte dei concorsi per funzionari e dirigenti nella pubblica amministrazione e permette l’impiego nelle imprese in qualità di responsabile dell'ufficio legale, di giurista o consulente nell’area contenzioso, di responsabile delle risorse umane ecc,, ma dà anche la possibilità di accedere a concorsi per funzionari in organizzazioni e organismi internazionali ed europei.
Essa offre, inoltre, significative opportunità lavorative in vari campi di attività sociale, socio-economica e politica, nel settore tributario e del lavoro, del diritto dell'informatica, nel settore bancario e assicurativo, nel settore dei trasporti, nel settore della concorrenza e del consumo, del diritto comparato, internazionale e comunitario (giurista europeo).

Parere delle parti sociali

Per offrire le migliori opportunità di inserimento nel mondo del lavoro al termine del percorso formativo, la progettazione iniziale del Corso di studio, e le modifiche successivamente apportate, hanno rielaborato le indicazioni propositive espresse dalle parti sociali.
Di rcente è stato istituito un nuovo organo, il Comitato di indirizzo, che prevede un ampio coinvolgimento, non solo dei rappresentanti delle professioni legali tradizionali, ma anche di innumerevoli altri Enti ed Istituzioni che operano in svariate realtà territoriali e lavorative. Con verbale del Consiglio di Dipartimento del 30 maggio 2019 sono stati designati come componenti del Comitato permanente di indirizzo i rappresentanti del Consiglio Notarile di Messina, Barcellona P.G., Patti e Mistretta, dei Magistrati e dell'Ordine degli Avvocati di Messina, della Provincia, del Comune, della Questura, della Prefettura, della Camera di Commercio, la Confcommercio, la Confindustria, la Confesercenti, la Capitaneria di Porto e dell'Autorità portuale di Messina, della CGIL, CISL, UIL, dell'Ordine dei Commercialisti, degli Ordini dei Consulenti del Lavoro di Messina e di Reggio Calabria, dell'INPS, dell'INAIL, dell'Ispettorato del lavoro, della Federpol, dell'Ispettorato del lavoro e del Centro per l'impiego.
Il Comitato di indirizzo si è riunito più volte e, dopo aver sottolineato che una delle maggiori criticità del corso di laurea, il calo degli iscritti, presente un po' in tutti i Dipartimenti di giurisprudenza italiani, è da ascriversi anche al deficit demografico, ai fini del potenziamento del CdS e della riduzione del numero dei fuori corso, ha suggerito di effettuare un attento monitoraggio delle materie che registrano i maggiori insuccessi, sì da incidere in maniera mirata e di sensibilizzare gli studenti, con tutti gli strumenti possibili, sull'importanza di affacciarsi al mondo del lavoro prima possibile, atteso che le possibilità di accesso si riducono fortemente con l'età. Inoltre è emersa la raccomandazione di valorizzare sempre di più i seminari interdisciplinari, che coinvolgono docenti di diverse discipline su temi di attualità, di ridurre gli attuali indirizzi, prevedendone uno di orientamento alla pubblica amministrazione, di incentivare le prove scritte, di garantire il coordinamento tra i docenti nell'offerta didattica, eliminando doppioni e sovrapposizioni nei programmi, di mantenere sempre alta la qualità della didattica, nel rispetto della tradizione, che ha fortemente valorizzato la preparazione teorica, senza perdere di vista gli aspetti pratici e applicativi, di incentivare la frequenza alle lezioni, di erogare un'offerta didattica attenta alle esigenze del mercato del lavoro (ad es. potenziando il diritto doganale e il commercio internazionale).
In particolare, anche alla luce delle indicazioni contenute nella relazione finale ANVUR, si è preso atto: a) che gli attuali sei indirizzi del CdL magistrale sono eccessivi e rischiano di disorientare gli studenti. Pertanto occorre renderli professionalizzanti; b) che è necessario procedere alla riduzione dei CFU relativi ai diversi insegnamenti ai minimi previsti nella tabella ministeriale; c) che è opportuno valorizzare i CFU recuperati in tirocini curriculari, attività a scelta dello studente, laboratori, e insegnamenti di indirizzo professionalizzanti; d) che è importante potenziare la multidisciplinarietà del CdS attraverso seminari, eventi scientifici, incontri di studio, simulazioni e laboratori; e) che è importante provvedere ad un adeguato coordinamento tra programmi e docenti; f) che è opportuno valorizzare le prove scritte anche nell'ambito di laboratori; g) che è necessario incentivare ancor di più la stipula di convenzioni, anche in ambito internazionale (quali quella stipulata col Collegio Europeo di Parma e quella con il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria), che promuovono importanti occasioni di scambio con istituzioni nazionali, internazionali e dell'UE. Di tutte queste indicazioni si è tenuto conto nella progettazione delle modifiche di RAD del corso di laurea magistrale, che sono state definitivamente approvate dal CUN nell'adunanza del 30 aprile 2020 e che hanno comportato - tra l'altro - una riduzione dei percorsi, una diminuzione dei CFU dei principali insegnamenti, una valorizzazione delle prove scritte e delle esercitazioni pratiche.

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