Frequentare le lezioni. Metodi didattici.

Frequentare le lezioni
La frequenza delle lezioni non è obbligatoria ma è in ogni caso vivamente consigliata per una più efficace e rapida acquisizione della preparazione necessaria al superamento degli esami, e consente un più rapido completamento del percorso di studi, evitando ritardi nell’acquisizione dei crediti formativi.
L’aiuto che lo studente può ottenere dalla partecipazione con continuità alle lezioni deriva da molteplici fattori:

  • partecipazione attiva ed interazione al fine di completare l’apprendimento grazie alla guida ed al supporto del docente;
  • confronto con i colleghi di corso, organizzazione di gruppi di studio, condivisione di esperienze ai fini della preparazione dell’esame;
  • un’ora di lezione è certamente più produttiva di un’ora di studio individuale, e la frequenza continua consente di mantenere un miglio ritmo di studio;
  • durante i corsi di lezioni vengono organizzati seminari, esercitazioni pratiche, simulazioni, laboratori, ed altre attività, utili ad arricchire e completare la preparazione.

L’organizzazione delle attività formative prevede, per ogni anno, due semestri didattici, separati da un congruo intervallo, al fine di consentire l’espletamento degli esami di profitto. Il periodo di svolgimento delle lezioni (Calendario didattico di Dipartimento) è definito dal Consiglio di Dipartimento, in base al Calendario didattico di Ateneo.
Per gli insegnamenti semestrali il corso di lezioni si svolge entro un singolo semestre, mentre per gli insegnamenti annuali si prolunga nell’arco di due semestri di ciascun anno accademico.
Ogni insegnamento si articola in un numero totale di ore di lezioni correlato al numero dei crediti assegnati a ciascuna disciplina, o a ciascun modulo, secondo quanto stabilito dal Regolamento didattico di Ateneo e dal Regolamento didattico del CdS. Il carico didattico corrispondente ad 1 CFU è pari a 6 ore di didattica frontale per le lezioni, e a 10 ore per le esercitazioni e le attività di laboratorio
 
Metodi didattici
Le attività didattiche si articolano in lezioni frontali ed eventualmente anche in seminari, esercitazioni pratiche, ed altre attività formative. Alcuni insegnamenti possono essere erogati in tutto o in parte in teledidattica.
Le lezioni frontali in aula sono impiegate per l’acquisizione delle conoscenze teoriche richieste per ogni disciplina, e costituiscono la principale forma di attività didattica.
Le esercitazioni tendono a rinforzare e stabilizzare le nozioni apprese durante le lezioni, ed hanno lo scopo di addestrare ad applicare le nozioni teoriche alla realtà concreta risolvendo problemi e trovando soluzioni efficaci. A discrezione del docente possono essere organizzate esercitazioni di gruppo, nell’ambito delle quali i partecipanti all’attività formativa vengono suddivisi in sottogruppi meno numerosi a ciascuno dei quali viene assegnato un compito da svolgere in un determinato tempo e da presentare successivamente all’intera classe.
Il laboratorio è concepito come una metodologia didattica innovativa, che coinvolge tutte le discipline, in quanto facilita la personalizzazione del processo di insegnamento/apprendimento e consente agli studenti di acquisire il “sapere” attraverso il “fare”. Le attività laboratoriali sono, altresì, utili ai fini dell’apprendimento della tecnica di redazione di atti e della lingua inglese.
I seminari, svolti parallelamente alle lezioni, rientrano nella cosiddetta didattica integrativa, e consistono in incontri di approfondimento nel corso dei quali vengono ospitati rappresentanti del mondo professionale, imprenditoriale ed universitario. Attraverso questa metodologia didattica gli studenti hanno la possibilità di avere un maggior contatto con la realtà operativa e di verificare l’applicazione pratica delle conoscenze teoriche acquisite.
La teledidattica è una particolare metodologia di apprendimento a distanza che si serve della rete internet per fornire specifici servizi didattici. L’e-learning, generalmente, non è sostitutivo delle forme tradizionali di didattica, ma vuole essere un servizio aggiuntivo che l’università offre sul mercato globale dell’istruzione, rivolgendosi a tre tipologie di fruitori:
a) lo studente “tradizionale”, che abita in prossimità della sede universitaria e che segue con costanza le lezioni;
b) lo studente con esigenze didattiche particolari (studente lavoratore, fuori corso, fuori sede, straniero, diversamente abile, etc.) che per ragioni varie non ha la possibilità di seguire direttamente le lezioni;
c) il laureato già inserito o in procinto di inserirsi nel mondo del lavoro che intende acquisire specifiche competenze aggiuntive.
 
 

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