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Palazzo del Rettorato

prof. pasquale amato

delegato ai rapporti con le Istituzioni Comunitarie di Bruxelles

 

prof. pasquale amato

 

 

e-mail: info@pasqualeamato.it

 

 

 

 

Professore Associato di Storia Contemporanea

Dipartimento di Dipartimento di Storia "G. Cingari"

Facoltà di Scienze Politiche

 

 

 

Pasquale Amato è nato a Reggio Calabria - Città del Bergamotto il 22 aprile 1944. S’è laureato con 110 e lode in Scienze Politiche nell’Università degli Studi di Messina e vi ha compiuto l’intero iter della carriera accademica.

E’ Associato di Storia Contemporanea e di Storia dei movimenti e partiti politici. Nel settembre 2004 è stato nominato dal Rettore dell’Ateneo messinese prof. Francesco Tomasello Delegato per i rapporti con l’Unione Europea e con l’America Latina. E’ altresì incaricato di Storia Contemporanea nell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria.

Pasquale Amato è uno “storico globale”. Si ispira difatti a un’idea della storia di carattere interdisciplinare e di respiro universale. Interpreta la storia come ricerca costante delle cause vicine e lontane degli eventi, delle onde di breve, media e lunga durata e dei molteplici aspetti che si intersecano nel determinare il corso dei destini delle comunità umane.

Questo suo modo di vivere, analizzare, interpretare e scrivere la storia lo ha trasfuso nella produzione scientifica. Ha condotto ricerche storiche che hanno riguardato diversi contesti di argomenti, di spazi e di tempi. I suoi studi si sono mossi difatti in contesti storici che vanno dalla storia antica agli avvenimenti politici contemporanei, evidenziando una straordinaria propensione a muoversi agilmente su scacchieri molteplici senza confini di spazi e di tempi.

Amato ha dedicato un primo filone di ricerca a studi sulla storia del PSI nel secondo dopoguerra, ai rigidi inverni in cui l’Italia fu avamposto avanzato nello scenario internazionale della Guerra Fredda. Il saggio sul PSI negli anni del frontismo, quelli del “Partito ausiliario” di Rodolfo Morandi, pubblicato nel 1978, è considerato ormai un classico grazie a un’analisi equilibrata e senza riserve dello stalinismo nella sinistra italiana. Da quel contributo originale hanno preso l’avvio gli approfondimenti su periodi e temi diversi della storia del socialismo italiano ed europeo. Sono stati gli anni dell’intensa collaborazione con la più felice stagione della Rivista Mensile “Mondoperaio”, nel cui Comitato di Redazione fu nominato dal Direttore Federico Coen.

Il suo secondo filone è stato la ricerca sul meridionalismo, con partecipazione alla grande opera di ricostruzione del Movimento contadino meridionale edita da Di Donato. La sua analisi delle ragioni interne al movimento contadino calabrese non ha tralasciato i casi più intricati e le situazioni più compromettenti per lo stesso movimento sindacale e per i partiti di sinistra.

Il terzo filone è stato l’impegno meridionalista dell’associazionismo liberaldemocratico di Umberto Zanotti Bianco. Un meridionalismo di cui ha analizzato e raccontato il percorso in tante occasioni, focalizzando l’attenzione su momenti e aspetti differenti. Un meridionalismo che i suoi studi hanno contribuito a rivalutare.

Il quarto filone di ricerca ha analizzato le radici storiche della politica e del suo strumento partito nel mondo ellenico delle pòleis. Tale scelta ha segnato il culmine del suo percorso storiografico trasgressivo, con l’ardito spostamento dell’origine della Storia dei partiti dalla seconda metà del secolo XIX d.C. al periodo del VI-IV secolo a.C. Alessandro Galante Garrone ha definito il saggio su politica e partiti nella polis “dotto e geniale”.

Su questa scia è emerso il quinto filone: quello dei rapporti tra intellettuali e politica e quello sul percorso contorto e altanelante del processo di unificazione europea, due temi che sono stati e sono oggetti di approfondimenti.Amato ha affrontato, nel suo sesto filone, il nodo della storia politica del Risorgimento italiano, ricostruita senza concedere sconti interpretativi sia agli esaltatori dei meriti dei vincitori che ai revisionisti che hanno esagerato nell’esaltazione dei meriti degli Stati pre-unitari sconfitti.

Il settimo filone, di storia locale, comprende saggi sulla storia politica e dei partiti di Messina e della Sicilia e sulla storia di Reggio dalla fondazione nel 730 a. C. alla recente Storia del Bergamotto. In essa ha ricostruito - in un intreccio tra storia locale, storia d’Italia, d’Europa e del mondo – l’affascinante viaggio attraverso gli ultimi quattro secoli, quindi a cavallo tra Storia Moderna e Storia Contemporanea, del Principe degli Agrumi.

Collabora con Riviste specializzate, periodici e quotidiani. E’ Direttore Scientifico della Rivista trimestrale “Historica”. Ha diretto la Collana “Politica e Storia” per Il Ventaglio di Roma. E’ Direttore della Collana “I tempi della storia” per Città del Sole Edizioni di Reggio Calabria.

 

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